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domenica 3 agosto 2014

L'arte di esprimere un diritto

"We Want to Remember" è il manifesto di Zooppa per ricordare che "far conoscere le proprie idee a chiunque, condividerle, confrontarsi, migliorare, sperimentare, divertirsi e promuoversi come creativi, prima era impossibile. Oggi non solo è possibile, ma è solo l'inizio" (www.zooppa.com). Con Zooppa ho avuto il piacere di partecipare al contest dal titolo: "Luci sul Lavoro" per l'evento che si è svolto a Montepulciano nei giorni dal 10 al 12 Luglio 2014. Il tema del lavoro, tocca davvero tutti direttamente e indirettamente: durante l'evento ci sono state molte riflessioni in merito alla disoccupazione e la creatività sotto forma di cortometraggi e fotografie ha raggiunto davvero il cuore di questo tema. Questo è stato il mio video per esprimere il senso di un diritto. 


"Cache"


Musica: "After All" di Alexander Blue. (www.alexanderblu.com)
Video Montaggio e Suoni: "Scritta Cache", "Sound Page", "Sound Fire" (Katy Parreira)


Dopo aver realizzato il montaggio di alcuni articoli sui principi fondamentali della costituzione italiana relativi al lavoro ho visto e rivisto il video più volte, e mi sono soffermata un attimo sull' articolo 37. A questo proposito volevo fare con voi una riflessione su quest'articolo e sul diritto che viene espresso a proposito delle donne. L' articolo 37 dice: " La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. ...". 
Anche se l'articolo continua, mi sono fermata su queste righe con alcune domande e riflessioni, e forse anche qualche perplessità: mi chiedevo ad esempio perché fosse citato il termine "donna" nella costituzione.
Così ho pensato agli anni in cui è stata scritta: 1947. 
Forse in quegli anni bisognava specificare, distinguendo donne e uomini. 
Ma oggi? La donna è forse qualcosa di diverso dal lavoratore? 
Oggi una donna non è considerata anche un lavoratore?
In termini di diritti secondo voi il termine lavoratore è diverso dal termine lavoratrice?
I diritti non dovrebbero essere gli stessi e uguali per entrambi? Voi che ne pensate?
Che interpretazione date a quest'articolo?
L'articolo continua...dicendo che: "Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione".
Ora mi viene da pensare: Perché al padre no? In quegli anni '40 forse solo le donne pensavano ai bambini, ma le cose oggi sono un po cambiate non vi pare? Anche ai padri dovrebbe essere assicurata la stessa protezione sia che vivano in una condizione di separazione o che vivano in una famiglia stabile. Il lavoro dovrebbe consentire ad entrambi la loro essenziale funzione familiare: sia per la madre che per  il padre. I diritti dovrebbero essere uguali per tutti. Forse la costituzione non può essere cambiata, però tenendo conto degli anni in cui è stata scritta, forse può essere interpretata cancellando dalla nostre menti alcune diversità. 
Sta di fatto che la "donna lavoratrice" o la "donna non lavoratrice" non dovrebbe esistere, e se vi è un diritto che primeggia lo è per tutti: ed è il lavoro, perché "l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" (art.1), e "riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro"(art.4). "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione"(art.3). 
Tutti dovrebbero avere un lavoro, perché il lavoro è la dignità per ogni essere vivente uomo o donna che sia. Spero che questo video e la sua interpretazione possa contribuire ad esprimere al meglio questo diritto per recuperarlo nella "cache" della nostra memoria. Certo ci vuole un po di volontà per capire ed agire, ma ci vuole anche arte, l'arte di esprime un diritto.